LE “RACCOMANDAZIONI PER LA PRODUZIONE DI SUONO SURROUND”

Ciao a tutti sono Luigi Bisogno, ben ritrovati in questo spazio del blog in cui mi propongo di illustrarvi alcuni argomenti riguardanti il suono nella sua accezione più ampia. Questa volta mi è sembrato utile tradurre in italiano le parti salienti di un documento in lingua inglese del 2004 che ritengo di notevole interesse per chi si occupa di audio. Si tratta delle “Raccomandazioni per la Produzione di Suono Surround”, compilate dal “gotha” dei produttori ed ingegneri del suono, appartenenti alla prestigiosa “National Academy of Recording Arts & Sciences”, l’ istituzione che assegna i Grammy Awards, una sorta di premio Oscar della musica, e che quest’ anno compie cinquant’ anni di attività. Tra i compilatori del suddetto documento ci sono figure di spicco del panorama della produzione audio mondiale quali Bob Ludwig, George Massenburg, Bob Clearmountain, Frank Filippetti, Phil Ramone ecc…. La sua importanza deriva anche dal fatto che le precedenti indicazioni in materia di suono surround risalgono al 1994 e sono contenute nella “Raccomandazione per il Sistema Sonoro Stereofonico Multicanale con e senza immagini di accompagnamento”, più conosciuta come ITU-R BS.775-1, redatta dall’ organizzazione europea degli standards (la ITU, acronimo di International Telecommunication Union). Questa “raccomandazione” ITU, oltre a risalire ad un periodo pionieristico della produzione multicanale, deriva da prove di ascolto che includono esclusivamente musica classica, per cui, tra le novità contenute nel nuovo documento della “Recording Academy”, c’è ad esempio la considerazione che, per un ascolto che consideri tutti i generi musicali, di cui sono composte le odierne colonne sonore, è preferibile posizionare gli ascolti LS e LR tra i 135° ed i 150° rispetto all’asse centrale anteriore, e non a 110°, come consigliato dalle specifiche ITU-775. Questo posizionamento più simmetrico degli ascolti LS ed RS rispetto agli ascolti L-R anteriori risulterebbe più adatto, in quanto, se nel caso della musica classica il contenuto prevalente degli ascolti LS e RS è costituito dalla riverberazione dell’ambiente, (ripresa durante l’ esecuzione oppure aggiunta artificialmente in seguito), nel caso degli altri generi musicali nei suddetti ascolti LS e RS si riscontra spesso la presenza del suono degli strumenti o comunque di effetti sonori che rappresentano un rumore diretto proveniente da quella direzione e non semplicemente una “riverberazione” del suono diretto contenuto negli ascolti anteriori. Detto questo possiamo avventurarci nella lettura del documento. Introduzione : “ Forse la prima regola della produzione del suono surround è che non ci sono regole fisse. Questa potrebbe essere la vera ragione per cui il mezzo è così attraente e carico di sfide per i professionisti dell’ audio. Tuttavia, per ottenere ottimi risultati, cioè un mix in suono surround che sia esteticamente gradevole e riprodotto fedelmente dalla più ampia varietà di sistemi di riproduzione, ci sono alcune procedure raccomandate che dovrebbero essere seguite. Questo è lo scopo di tale documento. La “Sezione dei Produttori ed Ingegneri del Suono” della “National Academy of Recording Arts & Sciences” comprende più di 5000 membri, inclusi molti dei più importanti ingegneri del suono surround del momento. E’ nostra intenzione dare un insieme completo di linee guida e raccomandazioni per la produzione di musica ed altri tipi di audio in suono surround (come film e post-produzione video, giochi ecc…). Quindi abbiamo ritenuto importante dare un sommario dello stato corrente dell’ arte, così come una descrizione delle pratiche correnti di produzione, dei formati di distribuzione e dei formati di codifica. Inoltre è inclusa una discussione su vari argomenti di rilevante interesse, incluse considerazioni riguardanti il mastering del suono surround, la conversione delle frequenze di campionamento, il downmixing e l’ upmixing. Questo è da considerare un documento “vivente”, con contenuti che saranno periodicamente aggiornati quando verranno introdotti nuovi sviluppi, tecnologie e tecniche.
Elenco delle raccomandazioni:
- Il suono surround “discreto” è il metodo preferito di esportazione e trasferimento dell’ audio multicanale.
- L’ addetto al mix surround deve evitare di mixare per un punto ottimale (sweet spot).
- Il lavoro deve essere valutato su due o più sistemi diversi di riproduzione.
- Il sistema di monitoraggio nell’ ambiente di mix professionale deve riprodurre l’ intero spettro delle frequenze udibili e deve essere posizionato e calibrato correttamente.
- Le prime riflessioni nell’ambiente di mix professionale devono essere eliminate. Una quantità appropriata di assorbimento alle frequenze basse deve essere impiegata almeno sul soffitto e su due delle quattro pareti. Deve essere impiegata la maggior quantità di diffusione possibile in relazione al budget.
- Non ci deve essere nessuna delle tre dimensioni uguale all’ altra (né multipla di altra). L’ altezza del soffitto, nella situazione ideale, dovrebbe essere superiore ai cm. 335.
- Il rumore di fondo con tutte le attrezzature accese non dovrebbe superare i 25 dB, con pesatura SPL A.
- E’ richiesta un’ amplificazione adeguata con sufficiente livello prima della distorsione (headroom).
- Il mix surround dovrebbe essere sempre effettuato su altoparlanti identici della stessa marca e modello, più un subwoofer.
- Il mix surround dovrebbe essere testato su un sistema di altoparlanti satellite, preferibilmente uno che emuli un tipico ambiente di home theater domestico.
- Tutti gli altoparlanti devono essere calibrati correttamente così che essi non solo siano equiparati come livello, ma anche in modo tale che le frequenze di crossover siano allineate a quella del subwoofer che viene utilizzato.
- Tutti gli altoparlanti devono essere connessi in fase.
- Per il mix di musica in surround dovrebbero essere utilizzati soltanto altoparlanti a radiazione diretta.
- Tutti i 5 altoparlanti principali in una configurazione 5.1 dovrebbero essere posizionati lungo la circonferenza di un cerchio immaginario al cui centro c’è la postazione di mix.
- E’ assolutamente fondamentale che il segnale proveniente da tutti i 5 altoparlanti principali arrivi alla postazione di mix allo stesso tempo. Questa condizione è soddisfatta al meglio dal posizionare tutti i 5 altoparlanti equidistanti dalla postazione di mix. Se ciò non può essere ottenuto a causa della configurazione fisica della sala , le differenze di tempo di arrivo possono essere corrette con l’ utilizzo di un’unità di ritardo.
- La distanza ottimale di ciascun altoparlante dalla postazione mix è tra 2 e 2,3 metri (n.d.r. la “raccomandazione” ITU prevede circa 2,7 metri).
- L’ altoparlante centrale dovrebbe essere direzionato verso il centro della postazione mix.
- Gli altoparlanti frontali L-R dovrebbero essere angolati verso l’ interno di circa 30°.
- Gli altoparlanti anteriori L-C-R non dovrebbero essere posizionati sul meter bridge della console di mix e dovrebbero essere alla stessa altezza, nella condizione ottimale all’altezza delle orecchie dell’ ingegnere del mix, o circa cm. 122 dal pavimento. Gli altoparlanti posteriori dovrebbero essere alla stessa altezza di quelli anteriori.
- Gli altoparlanti LS e RS debbono essere angolati verso l’ interno tra i 110° ed i 150°. L’ angolazione ottimale per la maggior parte degli ambienti e dei generi musicali è tra i 135° ed i 150°.
- Il subwoofer dovrebbe essere posizionato di fronte alla postazione mix, tra gli altoparlanti sinistro e destro.
- Il filtro passa-basso interno al subwoofer dovrebbe essere impostato a non più di 120 Hz.
- I mix surround dovrebbero essere sempre testati su un impianto con altoparlanti satellite, con un sistema cosiddetto “bass management”, cioè con il subwoofer che gestisce anche le basse frequenze degli altoparlanti principali e non soltanto il segnale LFE (Low Frequency Effects).
- L’ utilizzo del subwoofer durante il mix è un’ opzione che dipende dalla scelta dell’ ingegnere del mix. (n.d.r. si presume a causa del fatto che gli ambienti delle sale cinema consentono una migliore riproduzione delle basse frequenze rispetto alle sale mix).
- La frequenza di crossover delle frequenze basse dovrebbe essere fissata ad 80 Hz.
- Il livello di riferimento per la produzione del suono surround è nel range tra 79 ed 85 dB C-weighted (n.d.r. si presume con livello di segnale RMS a -20 dBFS).

- Un’ analisi in tempo reale (RTA) è il metodo preferibile di misurazione quando si calibra il livello degli altoparlanti in un sistema surround. Se si utilizza un fonometro (SPL meter) occorre selezionare C-weighting in configurazione“scala lenta”. – Se si utilizza un ritardo di compensazione, aggiungere un millisecondo per ogni 34 cm di differenza di distanza tra ciascun altoparlante e la postazione d’ ascolto. L’utilizzo del ritardo non è raccomandato se non assolutamente necessario.

- L’ allocazione dal bus al canale (bus to channel) deve essere configurata come segue :
1 = L    2 = R   3 = C   4 = LFE   5 = LS    6 = RS.
- Quando il segnale è posizionato in tre, quattro o cinque altoparlanti deve essere decorrelato (n.d.r. non in fase, quindi non lo stesso segnale mono splittato ma segnali indipendenti)
- Il canale LFE (Low Frequency Effects) non dovrebbe essere mai utilizzato per trasportare il contenuto di basse frequenze dei canali degli altoparlanti principali.
- Il canale LFE dovrebbe essere filtrato con un filtro passa-basso tra gli 80 Hz ed i 120 Hz. Nella maggior parte dei casi selezionare una frequenza tra gli 80 Hz ed i 100Hz produce i risultati migliori.
- L’ ingegnere del mastering del mix surround deve ascoltare anche su un sistema con il “bass management” per verificare i risultati della combinazione di segnali di bassa frequenza.
- Il coefficiente di mixaggio (downmix) del canale centrale C dovrebbe essere fissato a -3 dB in rapporto ai canali anteriori L e R, ed i canali posteriori dovrebbero essere allo stesso livello dei canali anteriori. I mix surround dovrebbero essere sempre verificati in una configurazione tipica di downmix.
- I produttori e le etichette dovrebbero evitare di utilizzare strumenti di “upmixing” (n.d.r. mix multicanale partendo da una sorgente stereofonica), tranne in situazioni in cui le tracce originarie siano danneggiate, non disponibili o inesistenti.
- Su tutti i prodotti in suono surround dovrebbe essere apposta un’ etichetta per identificare la frequenza di campionamento (khz) e la risoluzione di quantizzazione (bit) del materiale originale della sorgente.
- In particolare si dovrebbe apporre un’etichetta su tutti i prodotti in suono surround che identifichi se è stato fatto o meno un vero mix multicanale. Se è stato fatto un vero mix multicanale, l’etichetta dovrebbe contenere la dicitura “l’esecuzione in surround di questo DVD/SACD è un mix completo preso dai master originali multitraccia”. Se invece si utilizzano strumenti di “upmixing”, l’etichetta dovrebbe contenere la dicitura “l’esecuzione surround su questo DVD/SACD è stata ricreata elettronicamente dalla sorgente stereofonica originale, senza il beneficio dei master multitraccia. “

Questo è l’ elenco delle “raccomandazioni” della “Sezione dei Produttori e degli Ingegneri del Suono” della “National Academy of Recording Arts & Sciences”, contenuto in un documento di sessantotto pagine dal titolo “Recommendations for Surround Sound Production” , che approfondisce gli argomenti qui elencati e che potrete trovare in lingua originale all’ interno del sito dell’ Academy al seguente link www.grammy.com/Recording_Academy/Producers_And_Engineers/Guidelines/ insieme ad altri documenti interessanti per chi si occupa di produzione audio, riguardanti “The Pro Tools Session Guidelines For Music Production” , “The Delivery Recommendations For Master Recording” e “Session Documentation Examples”. Bene, anche per questa volta è tutto, non mi resta che augurarvi una buona lettura e darvi appuntamento alla prossima “puntata”, magari con la sintesi di uno dei documenti di cui sopra.

Bidream

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