Relazione incontro GTCS del 18 Giugno 2016

Riportiamo il testo della relazione del Gruppo Tematico per la Cinematografia Sonora, che ringraziamo ancora per l'organizzazione di questo interessante e stimolante incontro tra le varie professionalità del suono cinematografico, nella spirito di una maggiore collaborazione futura tra tutti noi colleghi.
 
 
 
L’incontro, proposto dal GTCS ai professionisti del settore sonoro cinematografico, ha visto la partecipazione di quasi 40 persone impegnate in tre ore di discussioni attorno alla questione “Premio al miglior suono” ed argomenti correlati, presso la splendida sala Kodak della Casa del Cinema.

Dopo una breve introduzione di Gilberto Martinelli, Simone Corelli ha introdotto le questioni “calde” stimolate dai recenti accadimenti attorno al Premio David di Donatello per il sonoro, che ha commentato in circa 20 minuti di intervento. A seguire Federico Savina ha portato testimonianza diretta di quanto accada all’estero fornendo notevoli stimoli di riflessione.

E’ stato letto un messaggio dell’ACS, Associazione Creatori di Suoni, che raccoglie alcuni rumoristi del cinema e della televisione e che ha chiesto in questi anni all’Ente David l’istituzione del “Premio al miglior sonoro”, che per voce del suo Presidente, Massimiliano Prezioso, si è detta dispiaciuta di non poter partecipare date questioni di offese tramite social network alla loro categoria, che non avrebbero reso sufficientemente serena la discussione.

Adriano Di Lorenzo ha invece portato la voce dell’AITS con la proposta di reintrodurre il “Premio alla miglior presa diretta”, affiancandolo al “Premio al miglior suono di postproduzione”.

La proposta è stata analizzata nella sua opportunità, correttezza e fattibilità, definendo di fatto due fazioni tra i presenti. Da una parte si loda la maggior visibilità di due premi e si rimarca la differenza nel lavoro di produzione rispetto a quello di postproduzione, dall’altra la difficoltà di scorporare il risultato finale in componenti tanto interconnesse come l’azione del microfonista e quella del fonico di presa diretta da quella del montatore di presa diretta e del fonico di mix, per non citare gli interventi di doppiaggio integrativo, spesso indistinguibili dalla presa diretta.

La discussione, anche grazie al Presidente dell’AIFM Claudio Chiossi, ha pure toccato l’argomento “Sound Designer”, che si è ritenuto poco adatto alla realtà italiana in cui il “Sound Design” di un film è realizzato dall’interazione tra le figure già esistenti nella postproduzione, di estesa maturità e competenza, in sala mix sotto la guida del regista e con la collaborazione del montatore scena. Si è anche sottolineato come questo termine, spesso autoassegnato, risulti essere a detrimento delle altre figure professionali e se ne sconsiglia l’uso. Nel caso fosse inteso non come “regista del suono” ma come “creatore di effetti sonori” andrebbe sostituito nei titoli da “Effetti speciali sonori” o da dizione equivalente.

Si è anche criticato l’uso di “SUONO DI...” per indicare il fonico di presa diretta consigliando invece “Suono in presa diretta di....”, magari affiancandolo al nome del microfonista, ritenuto da molti dei presenti come altrettanto importante.

La parola passa ora all’AIFM (Associazione Italiana Fonici di Mix) che riunendosi lunedì 20 giugno valuterà se appoggiare l’idea dell’AITS del doppio premio. Lo stesso farà l’ACS.

Il GTCS si è detto neutrale ad una decisione forse più politica che tecnica, avendo raggiunto però il suo scopo principe, ossia di favorire la discussione tra le categorie, su questo ed altri temi importanti per il continuo miglioramento del suono cinematografico italiano.

Si ringraziano infinitamente i partecipanti per la loro presenza attiva e la Casa del Cinema nella persona del dottor Carlo Lanfranchi, contattato tramite gentile intercessione di Daniele Masini.